desiderio (de.si.dè.rio) s.m. [dal latino desiderium, der. di desiderare] 1. Sentimento di ricerca appassionata o di attesa del possesso, del conseguimento o dell’attuazione di quanto è sentito confacente alle proprie esigenze e ai propri gusti; quando ne costituisce l’oggetto; rimpianto (per l’assenza di qualcuno)
de.sire (dal F. désirer, L desiderare, F. de+sider-, corpo dal paradiso)
E detsider-, sidus, corpo dal paradiso)
deseo (dal latino desidium) Movimiento enérgico de la voluntad hacia el conocimieno, posesión o disfrute de una cosa
désir (fine XII secolo)

DESIDERIO È VEDERE E NON VEDERE
L’interpretazione attraverso le fotografie di Mimmo Jodice

Desiderio scorre dentro come le dita di una mano che indugiano lentamente su una seta preziosa; i polpastrelli registrano le trame, le fibre delicate e sottili; lo sguardo imprigionato dai colori e i riflessi che cambiano continuamente sotto le carezze di luce, abbagli morbidi, promesse di benessere al primo contatto.

I sensi registrano cautamente il piacere e il desiderio che lo accompagna e che cresce ampliando le emozioni che nascono da questa esperienza.
I sensi, tutti i sensi, sono alleati fedeli e pericolosi del desiderio.

Desiderio come promessa/premessa a un’esperienza ancora non consumata, ma solo immaginata; un’illusione fortissima, crescente, che avvolge e consuma mente e corpo abbattendo difese, tabù, paure.

Desiderio sgorga da una parola appena sussurrata nell’orecchio; da un sapore appena intuito; da un suono che accompagna in un mondo inaspettato e carico di mistero; da un lampo negli occhi, da una premonizione visiva che si incaglia dentro; da un contatto lieve, appena accennato che risuona in
tutto il corpo voluttuosamente.

Desiderio è vedere e non vedere; intuire senza avere una visione completa del quadro; anzi desiderio è completare dentro di sé, con lo sguardo interiore, il quadro per come lo si vorrebbe, veramente indifferenti alla realtà e alle delusioni che potrebbe portare.
Desiderio è un motore di ricerca per aprire nuove strade, emozioni e pensieri inaspettati; desiderare è decidere di non fermarsi mai.

Il mio oggetto ideale, se ci fosse:
tenero come della pelle del collo della mia ragazza,
preciso come il grilletto di una pistola,
trasparente come il blu zaffiro del cielo alle sei di mattina d’estate,
bello come la delphica di michelangelo,
prezioso come l’acqua, leggero come la fiamma che mi brucia.
e utile come un’eredità inattesa.

– STEFANO CHIODI –