Velasco
Il Progetto

La pittura è materia, nasce dallo sguardo, nel pensiero e ha un destino segnato: non può rimanere un'idea. Non so dire, non trovo giustificazioni e le ragioni che mi spingono a mettere il nero piuttosto che il blu, a stendere bianco sopra bianco, a utilizzare tela o carta, polvere o pigmento, rimangono inspiegabili. Ora ho scoperto l'acciaio, attrazione affascinante, tattile e cerebrale, si è presentata come nuova materia per navigare nella pittura offrendomi possibilità e trasformazioni. A questo non avevo mai pensato.''

Così Velasco racconta il progetto commissionatogli dal gruppo Binda Italia. Velasco, uno tra i pittori più interessanti del panorama artistico italiano, è stato incaricato di creare oltre trenta immagini ad hoc per Binda, richiamando l'affascinante idea simbolica e metaforica che orologi e gioielli ispirano. Un progetto che ha protagonista la materia, l'acciaio, e l'energia che da ciò può derivare. Su sfondi metropolitani Velasco ha immaginato scene a tratti figurative, ironiche, provocatorie che sappiano comunicare lo spirito e l'idea generatrice dei prodotti.



L'Artista

Biografia

Velasco, figlio del pittore Giancarlo Vitali, è nato a Bellano sul Lago di Como nel 1960. Inizia la sua attività da autodidatta alla fine degli anni Settanta, lavorando con la grafica, il disegno e la pittura.

Nel 1983 vince il premio San Fedele Incisioni Giovani e l'anno dopo Giovanni Testori lo invita alla Rotonda della Besana di Milano per la mostra Artisti e Scrittori. Nel 1986 la Compagnia del Disegno di Milano gli dedica la prima personale curata da Vittorio Sgarbi.

Nel 1987 espone alla Galleria Altair Nuova di Lecco e Marco Vallora organizza una sua personale alla Galleria La Sanseverina di Parma e nel 1989, in una personale curata da Marco Goldin, espone alla Galleria d'Arte Moderna di Conegliano e alla Galleria dello Scudo di Verona.

La tragedia naturale che sconvolge, nel 1987, la Valtellina diviene il tema di una serie di opere pittoriche presentate da Velasco a Palazzo Sertoli di Sondrio, in una mostra del 1990 curata da Roberto Tassi.

Nel 1991 è alla Galleria Davico di Torino e a Conegliano con Paesaggi Italiani, esposizione poi riproposta a Sciacca nell'ex Convento di San Francesco; nello stesso anno è invitato alla collettiva Ritratto al Castello Estense di Mesola e al Castello Svevo di Bari, segno di riconoscimento di un'attività ritrattisticaproseguita negli anni.

Dal 1993 al 1994 due mostre dedicate alla natura e due lavori editoriali: Dilaghée con lo scrittore Andrea Vitali e il Dio del Roserio di Giovanni Testori; in questi, come in Vedere le facce con testi di Vallora e Voltolini (Zanussi-Rex 1997), è raccolto il lavoro su carta, parte importante della sua ricerca artistica.

Nel 1996 è tra i vincitori del Premio Michetti e viene invitato a Pitture presso la casa dei Carraresi; nel 1997 la Galleria Forni di Bologna gli dedica la personale Viaggio, presentata da Enzo Fabiani.

Alla fine degli anni Novanta, oltre alla presenza con il gruppo Officina Milanese, proposto da Alessandro Riva, Velasco partecipa a diverse collettive in Italia e all'estero.

Nel 2000 proseguono importanti collaborazioni, oltre agli stand personali ad Arte Fiera di Bologna e al Miart di Milano con la Galleria Forni e la Galleria Antonia Jannone di Milano, Velasco è presente a rassegne estere come il Salon de Mars a Ginevra e all'Artexpo di Barcellona. Con Forni e Jannone allestisce Isolitudine, mostra personale presentata dal fotografo Ferdinando Scianna (catalogo Charta) e dedicata a figure e paesaggi di Sicilia.

Del 2001, alla Galleria Gabbiano di Roma, è la personale curata da Marco di Capua mentre, tra il 2001 e il 2002, proseguono le partecipazioni a collettive tra cui Alberi e Ritratti presso la Galleria dell'Incisione di Brescia e la pubblicazione di Fotogrammi, racconti di Pino Corrias con incisioni di Velasco. Coerente con l'ispirazione dalla terra e dal mare del sud, Velasco ritorna alla passione per il Mediterraneo nel lavoro editoriale per i tipi Zanussi/Rex con venti quadri di vele e nella decorazione musiva della piscina ad Anacapri, presso l'Hotel Capri Palace (2003).

Con 70 lavori su carta nasce MIXtura, mostra personale divisa tra la Galleria dell'Incisione e lo Studio Andrea Gobbi di Roma, ennesima prova di quanto Velasco si muova tra mescolanze di temi e di tecniche pur rimanendo sempre fedele alla propria poetica.

Da giugno a dicembre 2003 Velasco ha partecipato alle mostre Italian Factory, la nuova scena artistica italiana a Venezia, presso l'Istituto di Santa Maria della Pietà, esposizione inserita nel programma degli eventi collaterali della cinquantesima Esposizione Internazionale d'Arte, e a Strasburgo, presso il Parlamento Europeo nel programma culturale del Semestre di Presidenza Italiano presso l'Unione Europea e a Torino presso il Palazzo della Promotrice di Belle Arti.